Politica: Serve ancora il diritto di voto?

Difendiamolicamera-dei-deputati3

Il cane il migliore amico dell’uomo

Se votare servisse a qualcosa, non ce lo farebbero fare”. Lo diceva Mark Twain, fine intellettuale e docente universitario americano, più di un secolo fa. Non è che da allora ad oggi qualcosa sia cambiato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Secondo molti cittadini, visto lo stato attuale della poltica,tanto vale non votare, d’altronde il non voto è un diritto alla stessa stregua del voto o dell’annullamento della scheda.Ma può funzionare la democrazia in questo modo? Evidentemente no .E allora cosa fare per dare sovranità vera al popolo e mandare a casa coloro i quali dalla politica hanno cercato e cercano di trarne solo vantaggi?I metodi ci sono. Intanto, la prima cosa è tenersi informati. Leggere le varie testate di destra , sinistra, centro e costruire dentro di se la cosiddetta : “libera opinione” e quindi usare il voto con consapevolezza e cognizione visto che un pò di gente c’è morta per il diritto al voto. Ma chi lo fa? Pochi. Molti in passato si sono avvicinati alla politica solo per interesse. Certi politici spendevano centinai di migliaia di euro per le campagne elettorali. Tutti sapevamo. Da qualche parte questi soldi dovevano tornare. Era un sistema. Loro soldi e vitalizi e alla gente, spesso:”pusticeddi” ,”pensioni” non dovute, licenze false. Addirittura ci si rivolgeva ai politici pure per non fare il militare , o per farlo sotto casa. Senza dimenticare le carriere facili e trasferimenti di ogni sorta. Pure le forze dell’ordine si rivolgevano ai politici per avanzamenti di grado e avvicinamenti a casa. Tutto questo era risaputo. Non ci si meravigli.Tutto questo generava consenso e i “politici” tanto vituperati , non solo si adeguavano, ma quando hanno capito che la gente si domava con il clientelismo “apriti cielo” da destra a sinistra passando dal centro fu un aiutarsi a piene mani e “cappddazzu” pagava, cioè il debito pubblico e adesso noi. Adesso tutti ci meravigliamo. Tutti gridiamo allo scandalo. Giusto. Basta con quella politica che ha creato classi protette e fasce sociali in miseria. Basta con chi del consenso ricevuto ne fa strumento di ricatto personale. Basta a quei politici che “amoreggiano” con la mafia e poi parlano di legalità. Basta con quei politici che non si rendono conto di tante gente senza lavoro, senza un reddito e senza speranza. Basta alla politica dei “poltronisti” Basta ai politici che non ascoltano i bisogni della gente che chiede aiuto. Basta a chi sta dentro il palazzo e non vede che anche a Castelvetrano ci sono mamme che non hanno i soldi per comprare i farmaci ai loro figli.Largo invece ,a quei politici che cercano di cambiare il vecchio sistema delle clientele che hanno il coraggio di difendere i territori e le loro economie sane. Largo a quei “politici” che danno ancora un senso compiuto alla democrazia e alla costituzione. Chi non ha rispetto per la sofferenza umana e non sa cosa significa solidarietà verso l’altro, non è degno di fare politica. Quando il popolo è alla canna del gas, chi pensa che la politica sia solo luogo di poltrone e di favori personali è da emarginare subito.Spazio al politico che sa fa pare un passo indietro quando la collettività lo richiede per il bene comune e che sa rinunciare anche a privilegi acquisiti.
Filippo Siragusa

(Visited 113 times, 1 visits today)